Press Release

In questa pagina trovi gli articoli che diverse testate hanno pubblicato su Reallyzation.

Restare o scappare? Il mercato del lavoro a caccia di talenti Ict

VenetoEconomia

Restare o scappare? Il mercato del lavoro a caccia di talenti Ict

In quale paese vorresti vivere il resto della tua vita dopo aver conseguito una laurea? Se questa domanda fosse rivolta a un ingegnere informatico, probabilmente la risposta sarebbe Svizzera o Stati Uniti d’America. Fino a qui nessuna novità: gli Usa rappresentano da sempre il mercato d’eccellenza per tutto quello che concerne l’innovazione tecnologica. Lo stipendio medio annuale di un developer, system administrator o programmer dall’altra parte dell’Oceano Atlantico è stimato tra i 105 e 110 mila dollari. E anche i cugini svizzeri sotto questo punto di vista rappresentano ormai da tempo una realtà all’avanguardia: in media un ingegnere informatico percepisce oltralpe 83.000 dollari all’anno, dato che colloca il paese al secondo posto su scala mondiale.

Ma se questa speciale classifica non sorprende più di tanto, forse la cosa che desta più attenzione è che tipo di competenze vengono ricercate di più e di conseguenza quali skills garantiscono le migliori retribuzioni. E qui le cose cambiano, probabilmente per la conformazione di aziende che abitano il vecchio continente rispetto agli State. Come rivelano le ricerche elaborate da Daxx, negli Stati Uniti le skills che fanno la differenza sono legate principalmente al mondo mobile: sviluppatori di software per Android o Ios superano facilmente la media di retribuzione nazionale, arrivando a percepire salari vicino ai 120 mila dollari. Come linguaggio di programmazione puro è invece Python a spuntarla a su C++ e Java Script. Differente è invece il discorso per la Svizzera, dove a guidare la speciale classifica salari/competenze è ancora l’ingegnere capace di programmare in Java e C#.

Norvegia, Danimarca, Svezia: l’Europa che investe in Ict

Detto della predominanza di Stati Uniti e Svizzera, quali sono i paesi su scala mondiale che incalzano e investono di più nel mercato delle risorse Ict? Una coppia tutta europea, composta da Norvegia (72 mila dollari di Ral medio annuale) e Danimarca (70 mila dollari). Subito dietro si collocano Israele e Australia. A livello di skills che fanno la differenza, emerge come dato l’assoluta predominanza di Python come software di programmazione, fatta eccezione per Danimarca e Israele dove il C++, C# conservano i primi posti d’utilizzo. In tutte queste classifiche, come gli occhi più attenti avranno notato, l’Italia non compare.

Ict e salari: la situazione italiana

Nonostante il confronto con tante realtà europee faccia impallidire, il settore Ict si sta trasformando e continua a crescere anche nel nostro paese. Big data analyst e Mobile developer risultano essere le posizioni più richieste e pagate mentre al contrario, i profili professionali a scarso valore aggiunto risultano più difficilmente collocabili. Fra quest’ultimi si collocano gli Help desk specialist, i developer specializzati in tecnologie ormai superate –
come ad esempio Cobol, As400 e Mainframe – e i webmaster. La Hays salary guide, ricerca condotta dall’azienda medesima sui trend del mercato del lavoro italiano, ha fornito un confronto tra stipendi medi per professione, esperienza e città, evidenziando il gap che ancora caratterizza il nostro paese per quanto riguarda gli anni di pratica maturati nei vari ruoli. Le città che garantiscono gli stipendi migliori rimangono Milano e Roma, seguite da Torino e Milano.

Retribuzioni Ict: e il Veneto?

Come emerge dai dati dell’Osservatorio Digitale 2018, il Nord Est rimane il secondo polmone digitale del paese, sia in termini di skill-rate (incalzati però dal centro Italia) sia di offerte di lavoro per il settore. I problemi però permangono, soprattutto nella spinta a innovare da parte di tante imprese, dato che di conseguenza si riflette anche nelle retribuzioni elargite ai professionisti del settore. Un altro dato positivo è quello riguardante la crescita delle immatricolazioni in Area Ict, al +6% nel 2018 e con stime che si attestano sul +10% per i prossimi due anni.

Ict e salari: trend del futuro

Poiché il fabbisogno di competenze tecniche continua a crescere e l’offerta di talenti informatici rimane inferiore alla domanda, i lavoratori Ict continueranno a negoziare salari più elevati in tutto il mondo. Per le aziende, italiane o europee, sarà più complicato trovare il giusto professionista e, dopo qualche anno, trattenerlo. Le soluzioni più immediate rimangono quelle di investire massivamente sulla formazione e trovare nuovi strumenti di recruiting per intercettare i giusti profili. Tra le aziende italiane rimane infatti il problema di intercettare gli ingegneri e i programmatori sui giusti canali di selezione. Ma anche in questo campo, finalmente, qualcosa si muove. Nuovi servizi digitali, come ad esempio quello fornito da Reallyzation, stanno trasformando il mondo del recruiting, semplificando il processo di selezione e mettendo al centro il talento dei candidati. Sperando che il gap salariale tra noi e gli altri paesi europei venga, prima o poi, colmato. Il rischio più grande è quello di rimanere senza ingegneri e sviluppatori. E di conseguenza, guardare l’innovazione da spettatori invece che da protagonisti.

 

https://www.venetoeconomia.it/2019/03/lavoro-ict/

19 marzo 2019

La startup di recruiting per i talenti ICT

Corriere.it

La startup di recruiting per i talenti ICT

Developer a caccia di un impiego che lamentano la scarsa competenze tecnica dei propri selezionatori e startup ed aziende che faticano a trovare programmatori con le hard skills richieste. Il digital mismatch è sempre dietro l’angolo e la competizione è sempre più ardua per le aziende alla ricerca di talenti ICT. Un dilemma che rende necessario l’utilizzo di nuovi strumenti di recruiting. Reallyzation, nasce proprio per risolvere questo problema, invertendo la logica di ricerca, portando al centro il talento, ed evitando copiose perdite di tempo in colloqui inutili sia per le aziende che per i professionisti.

Cloud computing, Big Data, Cyber Security, Mobile App Economy, Internet of Things ed Intelligenza Artificiale sono i sei trend tecnologici più richiesti dalle aziende in Europa in cerca di professionisti digitali.

Secondo i dati dell’Osservatorio Competenze Digitali 2017 condotto dalle maggiori associazioni dell’ICT e promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale, la ricerca di sviluppatori, Data Analyst e consulenti ICT aumenta in media ogni anno del 26%.

«Nelle aziende italiane – afferma Daniele Bacchi, co-founder di Reallyzation – e in quelle di molti altri stati europei – oggi c’è poca cultura legata all’IT. Le stesse fanno molta fatica ad intercettare e ingaggiare i talenti del settore: non sanno dove trovarli (gli ingegneri e i programmatori informatici non usano i canali tradizionali di recruiting), non parlano il loro linguaggio e di conseguenza non riescono a selezionarli correttamente, non riescono a risultare accattivanti come datori di lavoro. La conseguenza di questo processo errato – prosegue –  è assumere spesso profili poco specializzati o perdere tempo in estenuanti colloqui o ricerche, con esiti spesso scoraggianti. Ecco perché nasce Reallyzation: invertire la logica di ricerca e selezione di personale IT, mettendo al centro il talento”».

In pochi clic infatti, Reallyzation dà accesso gratuitamente alle migliori risorse ICT presenti sul mercato.

Per le aziende, Reallyzation è un marketplace in cui le imprese sfogliano i profili dei candidati IT in ricerca attiva (quindi senza perdere tempo a contattare persone che non sono in ricerca di nuovo lavoro) senza vederne nome e cognome inizialmente, filtrandoli per competenze tecniche e geolocalizzazione. Per ogni profilo le aziende possono leggere il report tecnico redatto da uno scout, un manager senior del settore di riferimento (con esperienza almeno decennale) che ha svolto il colloquio tecnico al candidato.

Per i candidati invece, solo i migliori talenti entrano nella piattaforma, perché grazie allo scout che svolge il colloquio e al lavoro dello staff viene svolta una prima scrematura iniziale; i profili che scelgono Reallyzation hanno così la certezza di essere in un marketplace di nicchia e di esserci solo nel momento in cui stanno cercando lavoro. Sanno di venire contattati solo per posizioni veramente in linea con le loro skills e in un clic possono dire se sono interessati all’azienda che li ha contattati o meno, valutando in base alla presentazione d’impresa che Reallyzation fornisce, mettendo in luce le informazioni che interessano ad un talento dall’IT (es.. stack tecnologico utilizzato in azienda).

Tutto il processo è gratuito, sia per i candidati che per le aziende. Reallyzation prevede infatti il pagamento per queste ultime solo quando la ricerca avrà prodotto esiti positivi e il candidato sarà stato assunto”.

«In questo modo – prosegue Bacchi – le aziende sanno di trovare solo candidati già selezionati da un manager tecnico della stessa area del candidato, evitando così il rischio di intercettare candidati con competenze tecniche non in linea, e i candidati sanno di venire prima intervistati da un manager tecnico che può comprendere le loro competenze, e poi venire contattati solo dalle aziende giuste, quelle che hanno veramente bisogno delle loro skills.»

Ma cosa rende innovativo e rivoluzionario questo sistema di recruiting rispetto a quelli esistenti sul mercato? «Noi cerchiamo di invertire la logica di ricerca – afferma Bacchi –  portando al centro il talento, evitando così copiose perdite di tempo e colloqui inutili sia alle aziende che ai professionisti grazie a un meccanismo di selezione a doppio fattore, che ricorda da vicino Tinder ». Proprio come il più conosciuto sito d’incontri infatti, l’azienda mostra interesse per il candidato attraverso ​un mi piace, che deve essere poi confermato anche da quest’ultimo prima di poter inoltrare qualsiasi presentazione o svolgere un incontro.

Reallyzation offre quindi una straordinaria occasione non solo per le aziende che cercano collaboratori, ma anche per chi lavora nell’Information Technology: per mettersi in mostra, trovare posizioni in linea con i propri interessi, non perdere tempo con colloqui inutili e migliorare la propria posizione lavorativa e il proprio stipendio.

Ma quali gli obiettivi futuri? «Amiamo definire Reallyzation una startup del recruiting ICT, ma i risultati sono già più che soddisfacenti – ammette Daniele – Possiamo contare allo stato attuale su uno staff di 35 dipendenti, tutti molto
giovani. Puntiamo nel 2019 ad arrivare ad oltre 50 collaboratori. Nel mese di Aprile, ad esempio, assumeremo il primo collaboratore in lingua tedesca. Ed è proprio questo il nostro obiettivo nel breve-medio futuro: proseguire il nostro percorso di crescita, ampliando il nostro servizio al network europeo. Abbiamo aperto una sede a Berlino, che si va ad aggiungere a quelle già presenti a Bologna e Milano. Stiamo valutando – conclude – se aprirne un’altra anche a Vienna. La richiesta di talenti IT d’altronde non è un problema solo nazionale, come ci confermano i dati di tutte le più autorevoli ricerche di settore».

Autore: Rita Maria Stanca

http://nuvola.corriere.it/2019/03/11/la-startup-di-recruiting-per-i-talenti-ict/

11 marzo 2019

L’oro dei prossimi 10 anni? Gli ingegneri ICT!

NEWS.SRL

L’oro dei prossimi 10 anni? Gli ingegneri ICT!

Trovare ingegneri ICT nei prossimi 10 anni sarà una vera impresa. La domanda nel settore continua a registrare trend di crescita superiori all’offerta. Mancano profili specializzati e, là dove esistenti, gli strumenti per attrarli. Vi siete mai domandati quali sono i profili lavorativi più ricercati nel vecchio continente? E la categoria che ha visto il proprio salario aumentare in maniera netta negli ultimi 10 anni? 

Come avrete già intuito, è il lavoro ICT a condurre le classifiche di richiesta e salario medio. Ingegneri informatici, sistemisti, programmatori, data scientist: la domanda di profili specializzati continua ad aumentare in tutta Europa. L’unico settore a non aver mai subito segni di flessione, nonostante la crisi. Ma siamo davvero pronti ad affrontare la trasformazione digitale? La risposta è negativa, almeno secondo le ultime ricerche: la formazione e la creazione di figure in grado di gestire le sfide “tecniche” che ci attendono non sono più un problema ignorabile.

Ma quali sono i numeri del fenomeno e come possiamo affrontarlo strategicamente? E soprattutto, perché consigliare ai nostri figli, parenti o amici di intraprendere studi informatici, meglio se di alto livello? Ora capiremo la risposta a queste domande.

 

Lavoro ICT: cosa ci dicono l’Osservatorio Digitale 2018 e il Digital Europe Programme

Se nel 2017 gli annunci per offerte di lavoro ICT pubblicate in Italia erano state 64 mila, le stime per il triennio 2018-2020 parlano di 88 mila nuovi annunci. A confermarlo è l’Osservatorio Digitale 2018 (scarica qui il report in formato PDF), report presentato a dicembre dalle maggiori associazioni in Italia del settore. Gli sviluppatori web guidano questa speciale classifica, con una crescita del 19% sull’anno precedente e una quota di annunci sul web del 49%. Ma non sono i soli: a fargli compagnia ci sono Service Development Manager, Big Data Specialist e Cyber Security Officer.

L’Osservatorio analizzando laureati e diplomati nelle professioni informatiche mette luce su un aspetto: l’ampia scarsità di competenze. Un esempio? Il numero di laureati, che a fronte di un fabbisogno che oscilla fra i 12.800 e i 20.500 nuovi profili, fatica a raggiungere gli 8-9 mila l’anno. Questa difficoltà non riguarda però solo l’Italia, ma tutto il vecchio continente. Lo sa bene l’Unione Europea, che proprio a dicembre 2018 ha approvato un piano d’investimenti di 9,2 miliardi di euro dedicati alla Digital Transformation, indicando tra i campi d’intervento più strategici la formazione di skill digitali avanzate.

Il più famoso progetto attivo nell’ambito di questo intervento è il Digital Skills Jobs Coalition, il quale mostra dati molto preoccupanti: si stima che entro il 2020 le possibili offerte di lavoro che rimarranno vacanti negli stati dell’Unione saranno oltre le 800 mila.

 

Strategie per il lavoro ICT: diplomati e nuovi sistemi di recruiting

Identificati i dati, dobbiamo capire come evitare che programmatori e developer siano presto il nuovo oro (tanto rari, quanto di valore) del Vecchio Continente. Proviamo a fornire alcune risposte.

 

Corsi di studio ICT: dalla teoria alla pratica

Da sempre spina nel fianco dell’istruzione italiana, ancora di più quando si parla di ICT le aziende lamentano l’impreparazione al mondo del lavoro da parte di molti candidati. Come risolvere questo problema? Ponendo come base una revisione in chiave pratica e strategica dei corsi. In questo senso, lo sviluppo e il proliferare di nuove scuole private legate ai temi del digitale è da giudicare in maniera molto positiva.

 

Nuovi sistemi di recruiting per il lavoro ICT

Oggi non c’è imprenditore o direttore del personale che non riscontri problemi e frustrazioni nel riuscire ad assumere e/o a trattenere i talenti dell’Information Technology. Servono quindi nuovi strumenti di recruiting che pongano al centro il talento, evitando copiose perdite di tempo in colloqui inutili sia per le aziende che per i professionisti. Un esempio positivo in tal senso è Reallyzation, un’innovativa piattaforma italiana dove le aziende possono sfogliare i candidati ICT in ricerca attiva di un nuovo lavoro, filtrandoli per zona geografica e competenze tecniche e avendo sempre a disposizione per ogni profilo un report tecnico redatto da un manager specialista della stessa area funzionale. Altri esempi positivi da considerare possono essere myopportuny.com e meetup.com. Non vi rimane che testarli!

Autore: Andrea Mularoni

https://www.news.srl/ingegneri-ict-lavoro/

6 marzo 2019

ICT: il lavoro c'è, i candidati no

Lega Nerd

ICT: il lavoro c'è, i candidati no

Ingegneri informatici, sistemisti, programmatori, data scientist: le richieste di lavoro nel settore ICT continuano a registrare trend di crescita, nonostante la crisi. Il problema è che mancano i profili specializzati e, là dove esistenti, gli strumenti per trovarli e attrarli.

La trasformazione digitale procede a gonfie vele, ma ne l’Italia ne l’Europa sembrano avere i timonieri pronti per condurla. Questo è il grosso paradosso che emerge dalle ultime ricerche e report di settore a termine dell’anno 2018: il lavoro ICT continua a registrare il segno positivo, ma la formazione e la creazione di figure in grado di gestire le sfide “tecniche” che ci attendono non sono più un problema ignorabile.

Ma quali sono i numeri del fenomeno e come possiamo affrontarlo strategicamente?

E soprattutto perché consigliare ai nostri figli, parenti o amici di intraprendere studi informatici, meglio se di alto livello?

Cerchiamo di capire le risposte a queste domande.

 

L’Osservatorio Digitale 2018 e il Digital Europe Programme

Dando un’occhiata ai servizi legati ai social network e alle nuove tecnologie di comunicazione, oltre che agli ingenti investimenti in automazione, intelligenza artificiale e utilizzo strategico dei dati, non è difficile capire che le ICT guidano ormai il nostro mondo del lavoro.

La conferma arriva anche dall’Osservatorio Digitale 2018, report presentato a dicembre dalle maggiori associazioni in Italia del settore, tra le quali AICA, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter Italia.

Un esempio che ci può aiutare a descrivere il fenomeno è il numero di ricerche effettuate sul web per le professioni ICT: se nel 2017 gli annunci pubblicati in rete sono stati 64 milale stime per il triennio 2018-2020 parlano di 88 mila nuovi annunci di lavoro per ricerca di specializzati in ICT. Gli sviluppatori web guidano questa speciale classifica, con una crescita del 19% sull’anno precedente e una quota di annunci sul web del 49%.

Ma non solo i soli: cresce progressivamente anche la richiesta per Service Development Manager, Big Data Specialist e Cyber Security Officer.

E fino a qui, tutte notizie positive. Il problema è quello che l’Osservatorio mostra analizzando laureati e diplomati nelle professioni informatiche: la scarsità di competenze si sta allargando. Un esempio in tal senso è il numero di laureati, che a fronte di un fabbisogno che oscilla fra i 12.800 e i 20.500 nuovi profili, fatica a raggiungere gli 8-9 mila l’anno. 

 

Lavoro ICT: un problema europeo

Il problema però è sistemico. E non riguarda solo l’Italia, ma tutto il vecchio continente.

Ecco perché l’Unione Europea sul finire dell’anno appena concluso ha approvato un piano d’investimenti di 9,2 miliardi di € dedicati alla Digital Transformation, primo programma interamente dedicato alla digitalizzazione della società e delle PMI. I campi di azione fissati possono essere così riassunti:

  • Calcolo ad elevate prestazioni informatiche, con uno stanziamento di € 2.7 miliardi;
  • Intelligenza artificiale, € 2.5 miliardi;
  • Cybersecurity, € 2 miliardi;
  • Skill Digitali Avanzate, € 700 milioni.

Il più famoso progetto già attivo in questo senso è il Digital Skills Jobs Coalition, dalle cui ricerche arrivano i dati più preoccupanti: si stima che entro il 2020 le possibili offerte di lavoro che rimarranno vacanti nel Vecchio Continente saranno 825.000.

 

Strategie per il lavoro ICT: diplomati e nuovi sistemi di recruiting

Pur crescendo il numero di laureati italiani in ICT, l’Osservatorio registra inoltre un calo degli specialisti informatici, con una contrazione nel numero di studenti che prosegue dopo la triennale, anche se per fortuna le immatricolazioni continuano a crescere.

In termini di genere resta molto bassa la quota femminile: circa il 19 per cento contro il 53 per cento nella media di tutti i corsi.

Come risolvere questo problema in maniera strategica? Proviamo a fornire alcune risposte.

 

Aggiornamento dei corsi di studio ICT

i corsi di studio italiani sono troppo teorici e spesso basati su tecnologie e programmi ormai superati,

Sia a livello universitario che di liceo, tutti gli studenti fanno emergere un problema: i corsi di studio italiani sono troppo teorici, spesso basati su tecnologie e programmi ormai superati, che non preparano in nessun modo al mondo del lavoro.

Una loro revisione in chiave pratica e moderna è strettamente necessaria.

 

Nuovi siti e sistemi di recruiting per il lavoro ICT

La competizione sempre più ardua per le aziende nella ricerca di figure ICT rende necessario l’utilizzo di nuovi strumenti di recruiting.

La competizione sempre più ardua per le aziende nella ricerca di figure ICT rende necessario l’utilizzo di nuovi strumenti di recruiting, efficaci nell’intercettare figure tecniche specializzate di alto livello, aperte al cambio professionale. Non c’è infatti oggi HR Manager, imprenditore, direttore del personale, talent acquisition manager che non riscontri problemi e frustrazioni nel riuscire ad assumere e/o a trattenere i talenti dell’Information Technology.

Per fortuna, qualcosa di innovativo qui sta emergendo. Qualche esempio?

 

Reallyzation.com, un’innovativa piattaforma italiana dove le aziende possono sfogliare i candidati ICT inseriti in ricerca attiva di un nuovo lavoro, filtrandoli per zona geografica e competenze tecniche e avendo sempre a disposizione per ogni candidato un report tecnico redatto da un manager specialista della stessa area funzionale. Cosa rende speciale questo sistema di recruiting rispetto a quelli esistenti sul mercato? Invertire la logica di ricerca, portando al centro il talento, evitando così copiose perdite di tempo e colloqui inutili sia alle aziende che ai professionisti.

La specificità sul lavoro, comunque, è un concetto sempre più estremizzato, che cerca nuove strade. Da qui il fiorire di una serie di altri strumenti con una forte propensione “Social”, tra cui myopportunity.com, che sfrutta un sofisticato algoritmo per creare un “match” – in maniera analoga al precedente esempio – tra le peculiarità del candidato e quelle delle aziende che solitamente cercano quel tipo di lavoratori (oltre alle funzioni più standard dei job alert). Un aspetto che emerge forte in myopportunity – il networking – si ritrova anche in portali non prettamente dedicati al lavoro, ma che di lavoro e vita reale parlano.

Il riferimento è a meetup.com, una specie di Social Network per trovare persone con passioni simili alle tue nella tua area di geografica. Questo sito permette uno step ulteriore: fai ciò che ami vicino a dove vivi. La “deriva” professionale di meetup è molto battuta e testimonia come stia cambiando sempre più anche il rapporto con il lavoro (non cerco per forza un lavoro “sicuro” e redditizio, ma qualcosa che mi piace. I tempi del “posto fisso in Banca” sono finiti).

Infine, per chi vuole un lavoro più sfidante nel mondo ICT ma non cerca un rapporto classico datore di lavoro – dipendente, ma più una sfida che possa vederlo protagonista, quasi co-fondatore… ecco il sito giusto: AngelList. Si tratta di un sito che mette in contatto start-up e potenziali candidati che cercano una realtà innovativa, ma è un buon riferimento anche se si vuole investire in qualche startup. Questa piattaforma si presta naturalmente bene a chi si occupa di informatica, vista la natura e il fabbisogno di figure ICT per le nuove aziende che operano nel digitale e che rappresentano una larga fetta del mondo start-up.

Buone notizie, dunque, per chi lavora nel settore; ma il messaggio dovrebbe arrivare forte anche per chi cerca lavoro o si ritrova ora di fronte a scelte formative: il settore è assetato di talenti, oggi (e domani) più che mai.

 

https://leganerd.com/2019/02/28/lavoro-ict-italia/

 

20 febbraio 2019

Cercare lavoro online. Ecco come si può fare.

Telco News

CERCARE LAVORO ONLINE, ECCO COME SI PUÒ FARE

Se cercare lavoro in Italia sembra ormai difficile, in realtà ci sono diversi strumenti che si possono utilizzare per facilitare la ricerca, sia che si tratti di prima occupazione, sia che si voglia invece cambiare lavoro.

Parliamo degli strumenti per cercare lavoro online, che oggi sono estremamente diffusi e che consentono vantaggi enormi: un risparmio di tempo non indifferente, la possibilità di visionare in tempo reale tutte le offerte a livello nazionale e non, la possibilità di candidarsi in pochi secondi anche dallo smartphone o dal tablet usando le apposite app. In questo modo, candidarsi per un’offerta di lavoro diventa semplice, ed è spesso possibile anche gestire un proprio account personale con tanto di cv aggiornato da tenere online, per tutte le evenienze.

Oggi cercare lavoro online non è più così difficile grazie alla presenza di tantissime piattaforme che consentono di controllare e sfogliare gli annunci di lavoro, di tenere d’occhio gli ultimi annunci e di sottomettere la propria candidatura a quello che si preferisce. Gli annunci possono essere selezionati per mezzo di un complesso più o meno intenso di filtri come luogo, data di pubblicazione, stipendio, ed altre caratteristiche rilevanti – anche molto dettagliate – dell’offerta di lavoro. In questo modo la personalizzazione nella ricerca del lavoro è davvero massima e si risparmia tempo. Ma quali sono gli strumenti ideali oggi per cercare lavoro online? Eccone qualcuno.

I migliori strumenti per cercare lavoro online

I siti che permettono di cercare lavoro online sono davvero numerosi, ma alcuni sono particolarmente noti perché vengono utilizzati tutti i giorni da migliaia di persone e perché hanno annunci sempre aggiornati. I siti spesso hanno anche una loro app dedicata per cui si può cercare lavoro online anche dal cellulare o dal tablet. Detto questo i migliori siti per fare una ricerca di lavoro sono:

  • Siti web delle agenzie interinali. È la via “facile” e meno specifica, dove poter comprendere l’andamento delle offerte di lavoro, su quali settori insistono, in quali zone geografiche sono maggiormente presenti. Si può trovare l’offerta giusta, a patto di saper “surfare” in un mare magnum di offerte solitamente non specializzate e di massa.
  • Bakeka.it. Questo sito che si occupa di un po’ di tutto non è specializzato solo nella ricerca di lavoro online ma permette di pubblicare annunci di chi cerca e di chi offre opportunità lavorative.
  • LinkedIn. Non solamente un sito per cercare lavoro online, in realtà, ma piuttosto una grande comunità online dove è possibile inserire il proprio cv e personalizzarlo come una pagina social. Molto interessante e molto intuitivo, consente di essere contattati dalle aziende.
  • Se state cercando un impiego in ambiti più specifici, è meglio rivolgersi a dei siti per cercare lavoro online che si occupino di offerte professionali ad hoc per certi settori. Per chi cerca, ad esempio, un impiego nell’Information Technology segnaliamo il nuovo progetto Reallyzation, un sito di ricerca lavoro in ambito ICTGarantisce ai candidati di moltiplicare le possibilità di lavoro in un settore con forte richiesta, risparmiando tempo (no colloqui inutili o fuori tema) e garantendo riservatezza al candidato. E le aziende? Ci sono in gran quantità, dato che possono sfogliare gratuitamente i candidati (comunque anonimizzati) per trovare il talento che fa per loro.

http://www.telconews.it/cercare-lavoro-online-ecco-come-si-puo-fare/

10 febbraio 2019

I migliori siti per cercare lavoro nell’Information Technology in Italia

Fundroid

I migliori siti per cercare lavoro nell’Information Technology in Italia

Cercare lavoro non è semplice, soprattutto in un contesto di crisi come quella che stiamo vivendo. Fortunatamente, la tecnologia dà una mano: ad oggi infatti esistono davvero numerosissimi siti web dove cercare lavoro, che permettono di effettuare una rapida e precisa ricerca fra le offerte di lavoro più recenti e di personalizzare la ricerca per trovare le offerte che meglio si addicono al proprio profilo. In questo modo è possibile perdere meno tempo e tenere d’occhio offerte sempre aggiornate, o anche pubblicare il proprio cv e via dicendo.

Il discorso è diverso quando parliamo di Information Technology, un settore in costante espansione, dove la domanda di esperti ICT è sempre più forte. Anche in questo specifico caso, comunque, è necessario armarsi di pazienza e di buona volontà e cercare di fare del proprio meglio per proporre una candidatura efficace: i siti di offerte di lavoro possono aiutare ad investire meglio il tempo, evitando di sprecarlo, giacché permettono di selezionare bene tutte le offerte e quelle che meglio corrispondono al profilo del ricercatore. Le agenzie interinali sono utili per cercare lavoro in ambiti specifici, ma grazie al web oggi tutti possono muoversi in totale autonomia per la ricerca dell’impiego, con piattaforme sempre più evolute e complesse che permettono di fare ricerche specifiche. Ma quali sono i migliori siti per cercare lavoro in Italia? Ecco qualche consiglio.

Siti per cercare lavoro: i migliori

  1. LinkedIn. Sicuramente LinkedIn è uno dei portali migliori per cercare lavoro, soprattutto lato ICT: innanzitutto raccoglie dei cv virtuali abbastanza dettagliati che riportano formazione, competenze, hobby ed esperienze lavorative di tutti gli iscritti. Inoltre LinkedIn permette di mettere in contatto con un click chi cerca lavoro con le aziende e viceversa, spesso sono le stesse aziende a notare e contattare i candidati migliori. Di conseguenza LinkedIn si dimostra uno dei migliori siti per cercare lavoro, una sorta di community sociale virtuale dove è possibile tenersi in contatto con altre persone e aggiornare sempre le proprie competenze, e ovviamente cercare il proprio posto di lavoro ideale.
  2. I siti delle agenzie internali: ovviamente, tutte le agenzie internali hanno una presenza web dove si cerca di far incontrare il più efficacemente possibile la domanda e l’offerta di lavoro. Ci sono agenzie più “tradizionali”, che sfruttano poco le possibilità offerte dai nuovi media; ed agenzie un po’ più innovative, che mettono a disposizione di candidati e di datori di lavoro delle piattaforme dinamiche e versatili. Le agenzie interinali sono sicuramente un riferimento da tenere sempre a mente, però non sono specializzate nel mercato del lavoro dell’Information Technology.
  3. Una menzione particolare va invece a Reallyzation.com, sito italiano di ricerca lavoro in ambito ICT tra i migliori nel suo genere, che consente di trovare il lavoro specificamente a chi cerca un’occupazione nel settore. Si tratta di una specie di “Tinder del mercato del lavoro IT”, dove i candidati vengono inseriti nella piattaforma dopo un colloquio tecnico. Le aziende, contestualmente, possono individuare i profili di candidati giusti gratuitamente e capire se c’è un “match”, che può condurre poi a un colloquio. Se l’azienda infatti “mette un like a un candidato”, il candidato vedrà il profilo dell’azienda e potrà essere contattato dell’azienda per entrare nel merito dell’offerta di lavoro.

“Vecchie” modalità di ricerca lavoro e nuove coesistono; però al tempo stesso si affacciano in internet una serie di possibilità spesso gratuite e convenienti per tutte le parti in gioco, grazie all’ iper-specializzazione offerta dal web. Oggi tocca al settore ICT, domani chissà: sta a candidati e aziende intercettare i nuovi trend e comprenderli, rivoluzionando il mondo delle HR.

http://www.fundroid.it/i-migliori-siti-per-cercare-lavoro-nellinformation-technology-in-italia/

5 febbraio 2019